venerdì 17 luglio 2009

lunedì 25 maggio 2009

venerdì 22 maggio 2009

31 maggio 2009

23 maggio 2009




Sabato 23 maggio alle ore 18.00 la Libreria Fuori Posto, via Oreste Mattirolo 16 (Centocelle) invita tutti alla presentazione del libro: "Handala", di Miriam Marino, disegni di Naji Al Ali, casa editrice Stelle Cadenti.
Interverranno l'autrice Miriam Marino e Nicoletta Crocella della casa editrice Stelle Cadenti.


Vi aspettiamo numerosi!
In allegato la locandina.

Libreria Fuori Posto
via Oreste Mattirolo, 16
fuori.posto@hotmail.it
www.fuoriposto.org

domenica 10 maggio 2009

prime tracce fotografice di una serata politica solidale
con le adozioni per la mezza luna rossa palestinese
(Grazie Yuousef Salman)
e culturale con i ritmi poetici di Marco Cinque sulle poesie
di Mahmud Darvish con le letture di Mara Guidi, Giuseppe Spinillo,
e Marco Cinque

prima traccia fotografica

giovedì 23 aprile 2009



Sabato 9 maggio 2009
in via Castelforte 4 (Roma)
CENA SOLIDALE per il progetto
“Adotta un bambino palestinese orfano o ferito”
con la Mezza Luna Rossa Palestinse
rappresentata nella serata da Yousef Salman.

Contributo alla serata del
musicista e poeta
Marco Cinque.


mercoledì 8 aprile 2009

11 aprile 2009



Sabato mattina dalle 11 presso il circolo Tor de’ Schiavi del Prc in via Castelforte 4 (ROMA): RACCOLTA per i terremotati dell'Abruzzo. Portare scatolame, pasta corta, prodotti x l'igiene personale, pannolini, latte in polvere, coperte, vestiti, casse d'acqua e tutti i beni di prima necessità. Il carico verrà portato Martedì a V.le del Policlinico 131 dove c'è il centro di raccolta cittadino e da dove, da giorni, partono furgoni per il campo di Tempera. Intervenite numerosi. Grazie.

martedì 31 marzo 2009

21 marzo 2009 - la serata



(l'enofilosofo eligio elle alla carica, mentre un nutrito - grazie alla cucina di Michelangelo F. - drappello di eroici partecipanti andava a superare la mezzanotte)



(verso libero e mara g.)

(ringraziamo per aver immortalato alcuni istanti
la fotografa d'eccezione Ivana Es.)

lunedì 30 marzo 2009

Martedì 8 aprile 2009




dalle ore 19.30 alle ore 21:30

in via Litta, nr 2 (lotto 25) presso il Circolo di Rifondazione
(zona piazza Capecelatro)

Prego tutti di far girare la notizia agli interessati, causa problemi sulle mailing list.

per informazioni

Network of Artists Against War Italia
Loredana Morandi
cell 348/7490558
email argonews@argonews.it

30 marzo 2009


Care amiche, cari amici,
ricorre oggi il 33° anniversario della Giornata della Terra, giornata
della difesa della terra palestinese dalla distruzione e dalla
confisca da parte dei governanti d'Israele. Nel 1976 i governanti di
Israele, scatenarono un feroce attacco contro la minoranza araba in
Israele. Uccisioni, arresti, confisca di terre, distruzione di case
ed espulsione dei cittadini arabi dalle loro abitazioni e dalle loro
terre, a Gerusalemme, nel Neghev e nella Galilea. Pratica che si
ripete ancora di più oggi, particolarmente dopo la vittoria
dell'estrema destra razzista nelle ultime elezioni israeliane del
mese scorso.

In occasione di questa ricorrenza, credo che è compito di ogni uomo
libero e democratico del mondo di denunciare e condannare i crimini
di guerra israeliani commessi dall'esercito israeliano contro la
popolazione palestinese di Gaza, per affermare e difendere il
diritto del popolo palestinese alla vita e alla sua terra, invio
questa poesia di Samih Al Kassem, amico d'infanzia e di lotte del
grande poeta Darwish,

Il nemico del sole

Perderò, forse, lo stipendio,
come tu lo desideri;
sarò costretto a vendere abito e materasso;
farò, forse, il portatore di pietre;
il facchino,
lo zappino di strada
oppure l´operaio in una officina;
forse sarò anche costretto a cercare nei letami
per trovare un grano da mangiare;
o forse morirò nudo e affamato.
Ciò malgrado non mi rassegnerò mai a te,
o menico del sole!
Ma resisterò fino all´ultima goccia
di suange nelle mie vene.

Tu mi potresti rubare l´ultimo palmo di suolo;
saresti capace di dare alle prigioni
la mia giovane età;
di privarmi dell´eredità di mio nonno:
degli arredamenti, degli utensili casalinghi
e dei recipienti.
Saresti pure capace di dare al fuoco
le mie poesie ed i libri miei
ed ai cani la mia carne.
Saresti - come è vero - un incubo
sul cuore del nostro villaggio,
o nemico del sole!
Ciò malgrado, non mi rassegnerò mai a te
e, fino all´ultima goccia
di sangue nelle mie vene
resisterò!...

Potresti spegnermi la luce che m´illumina la notte
e privarmi di un bacio di mia madre;
i ragazzi vostri sarebbero capaci di insultare
il mio popolo e mio padre;
qualche vigliacco di voi sarebbe capace di
falsificare pure la mia storia;
Tu stesso potresti privare i figli miei
di un abito di festa;
saresti capace di ingannare,
con falso volto,
gli amici miei,
crocifiggermi i giorni su una visione umiliante,
o nemico del sole!
Ciò malgrado, non mi rassegnerò mai a te
e, fino all´ultima goccia di sangue nelle mie vene
resisterò!...

O nemico del sole!
Nel porto vedo degli ornamenti,
dei segni di gioia;
sento delle voci allegre
e degli applausi entusiasti
che infuocano d´allegria la gola;
e nell´orrizonte vedo una vela
che sfida il vento e le onde
sormontando con fiducia i pericoli!

Questo è il ritorno di Ulisse
dal mare dello smarrimento.
Questo è il ritorno del sole
E dell´uomo espatriato!...
Per gli occhi di lui e della amata terra
giuro di non rassegnarmi mai a te
e fino all´ultima goccia di sangue nelle vene,
resisterò,
resisterò,
resisterò!...

W LA GIORNATA DELLA TERRA,
W LA LOTTA DEL POPOLO PALESTINESE
PER UNA PALESTINA LIBERA, LAICA E DEMOCRATICA

Dr. Yousef Salman
Delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia
Cell.: 347 9013013
http:/www.palestinercs.org

lunedì 23 marzo 2009

GRAZIE




grazie di tutto
per la libertà che ha mosso
i suoi piedi e si è presa
tutte le licenze
tutte le porte
tutti i varchi
grazie per le poesie
che hanno rimbalzato
aprendo orizzonti
che hanno scosso i piedi
segato palafitte
di abitudine
slegato menti
allacciato sensi
grazie per le narrazioni
che hanno ricamato trame
per le foto
che hanno fermato gesti
per i dipinti
che hanno colorato nessi
per i cibi che hanno
coccolato pance
e agovolato abbracci
e per i vini che
versati hanno versato
versanti hanno fatto il verso
versatili hanno raggomitolato
le ore fino a farle divenire
millenni di significato
spazi infiniti di memoria
collettiva
grazie per la mezza luna rossa
per gli ebrei contro l'occupazione
per gli editori liberi
per i cuori ribelli
per i siti creativi
i blog aperti
le associazioni senza timori
riverenziali verso
l'assoluto che vuole farsi unico
per le pleiadi i carri gli astri sparsi
per tutte le stelle cadute
e cadenti
grazie per i filosofi creativi
per i lettori curiosi
per i duetti di linguaggio
per i cori di solidarietà
per chi non si rassegna
alla rassegnazione
per chi non ne vuole sapere di
imparare la lezione
per chi è contro
e grazie a tutti noi
condivisione di un attimo
di storia inventato assieme
assieme vissuto
e parte del noi
che ora siamo

lunedì 9 marzo 2009


L’Associazione Culturale “Ingresso Gratuito”
ed il Sito internet di scrittura www.descrivendo.com
presentano
“Un varco nel muro”
http://unvarconelmuro.blogspot.com/
Sabato 21 Marzo 2009
alle ore 20,00 in Via Castelforte, 4 - Roma

“Nel 1989 con l’abbattimento del muro di Berlino ci avevano fatto credere in un passaggio epocale che avrebbe visto la fine dei muri e delle guerre. Siamo stati visibilmente ingannati. Le guerre sono aumentate su tutta la terra ed i muri si sono moltiplicati. Partiamo dal muro attorno alla Palestina, al muro tra Messico ed Usa ed a tutti i muri tra il nord ed il sud del mondo. E poi i muri della comunicazione, i muri tra le persone, i muri tra virtuale e reale, che siano pareti di casa o di senso comune”.
Contributi a questa serata di poesia, cultura e politica di Francesca Farina, Andrea D'Urso, Stelle Cadenti, Patrizia Calogero, Desi Calogero, Mara Guidi (www.descrivendo.com), Serena Guly (infinito edizioni srl), Luca Leone ("Uomini e belve" infinito ed.), Paolina Carli, Marcella Boccia, Norma Coccia, Yousef Salman (Mezza luna rossa), Antonia Colasante (foto), Pasquale Cirulli (pittore Ass. Il Sestaccio), Antonio Genovese (pittore).
Ci sarà uno spazio espositivo e si potrà cenare assieme con un piatto di pasta ed un buon bicchiere di vino dalle ore 20.00.

martedì 3 marzo 2009

dinamiche rondiste da repubblica


Giovani di un centro sociale a contatto col presidio del Carroccio
Due straniere chiedono ai "vigilantes" di rimuovere il simbolo "Destra veneta"
Padova, scontro fra ronde e no global
immigrati contro le casacche di An
L'accusa dei leghisti: "Ci hanno offeso e spintonato. Alla fine è intervenuta la polizia"
Critico il sindaco: "Le forze dell'ordine ora devono proteggere i 'rondisti', anziché i cittadini"


Una ronda a Padova
PADOVA - Sono volati schiaffi venerdì sera a Padova tra no global e leghisti. Esponenti dei due gruppi si sono confrontati fisicamente sulla questione delle ronde, con la polizia che è dovuta intervenire per difendere i 'rondisti'. Il tutto mentre un gruppo di immigrati, fiaccole in mano, invocava pace e tolleranza nel quartiere della Stanga. Critico il sindaco Flavio Zanonato. Minimizza il questore di Padova, Luigi Savina, che fornisce i dati sulla criminalità: "In calo del 20%".

(28 febbraio 2009) Tutti gli articoli di politica

Uomini e belve, di Luca Leone
Le tante guerre dimenticate, i soprusi che ogni giorno in luoghi lontani e vicini vengono perpetrati, la miseria, la disperazione, insomma tutti quegli argomenti che restano sulle pagine dei quotidiani quel tanto che basta a fare notizia e a placare la brama di voyeurismo sono qui raccolti in un libro reportage sui sud del mondo, specificando che “non esistono solo i sud del mondo geografici, ma anche quelli sociali e culturali”.

Si parla dei vicini Balcani: delle ceneri della Bosnia, delle donne che non hanno un corpo su cui piangere, dei criminali di guerra che girano indisturbati; dei tanti perseguitati politici in Africa che, dopo aver superato innumerevoli difficoltà, approdano sulle nostre coste e si vedono rifiutare lo status di rifugiato. Sono ragazzi, anche molto giovani, sfuggiti a morte certa per l’appartenenza politica o per non aver voluto imbracciare i fucili, con il sogno di potere ancora studiare e trovare un giorno un lavoro.

Facce che quotidianamente confondiamo tra i tanti disperati senza nome, come fossero una sola persona: lavavetri, venditori di calze. Uomini e belve resttituisce a questi volti una storia e un’identità là dove pregiudizio e ignoranza costringono all’anonimato e privano del diritto all’unicità.

lunedì 23 febbraio 2009


21 MARZO 2009
il giorno 21 Marzo 2009
presso i locali di
via Castelforte, 4 (Roma)
a partire dalle ore 20.00
"Serata di Poesia, Politica
e Cultura contro i Muri"
PER ADERIRE CON UN
TESTO POETICO OD
ALTRO CONTRIBUTO
BASTA UNA
COMUNICAZIONE A
giuspin61@libero.it

lunedì 16 febbraio 2009

bandiere palestinesi


Appendete la bandiera palestinese al vostro balcone e alle vostre finestre

In conclusione della grande manifestazione di sabato 17 gennaio a Roma, abbiamo lanciato l'appello ad appendere le bandiere palestinesi al nostro balcone. Noi abbiamo cominciato a farlo perchè siamo abituati a fare le cose che diciamo. La mobilitazione per la Palestina non è finita sabato 17 gennaio, al contrario adesso viene la parte più difficile e occorre lottare e vincere anche sul piano della comunicazione.

Quindi: appendete le bandiere. Se non le avete cercatele, cucitele, acquistatele.
Fate una fotografia e inviatela ai giornali e a forumpalestina@libero.it indicando la città.
Fate circolare questo messaggio a tutti gli indirizzi che avete a disposizione.

Un abbraccio e buon lavoro
Il Forum Palestina

Chi vuole acquistare bandiere palestinesi può rivolgersi al comitato "Palestina nel cuore", scrivendo all'indirizzo mail comitatopalestinanelcuore@gmail.com

giovedì 22 gennaio 2009


Sabato 17 gennaio a Roma una straordinaria manifestazione di solidarietà con i palestinesi e con Gaza. E adesso?



di Sergio Cararo*



Talvolta per dare una valutazione di un evento politico importante come la straordinaria manifestazione di sostegno popolare alla resistenza dei palestinesi di sabato 17 gennaio, c’è la necessità di darla “a freddo” e non sulla base dell’entusiasmo che deriva da una iniziativa riuscita al di là delle aspettative (anche se queste c’erano ed erano alte). Avevamo promesso che avrenmmo riempito Roma di bandiere palestinesi e questa sfida possiamo affermare di averla vinta.

Un giudizio a freddo dunque perché la sera stessa della manifestazione si è messo in moto un processo che sta portando ad una parziale tregua sul campo che consente alla gente di Gaza e ai suoi resistenti di riprendere un attimo di respiro dopo tre settimane di bombardamenti brutali.

In tutti questi anni di lavoro sulla Palestina, abbiamo cercato di imporre nella mentalità e nella logica della costruzione delle manifestazioni e dei loro tempi, un solido rapporto con la realtà che non sempre ha coinciso con i tempi , le modalità e la cultura dominanti nella “sinistra” italiana e negli stessi movimenti. Questo spiega, in parte, la dissonanza che si è ripetuta spesso tra le scelte operate dalla rete di solidarietà animata dal Forum Palestina ed altre istanze e spiega anche la “forzatura” sulla data del 17 gennaio come convocazione di una manifestazione nazionale a Roma preparandola di fatto in una manciata di giorni.

Sulla situazione a Gaza occorreva che la solidarietà popolare e politica ai palestinesi nel nostro paese entrasse in campo qui ed ora senza attendere “tempi” e procedure congeniali alle nostre relazioni piuttosto che alla realtà.

Quel “fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza”, che è stato lo striscione di apertura del grande corteo di sabato, era non solo il tema che ha unificato tante forze diverse nella manifestazione ma era anche lo spazio politico concreto dentro cui ognuna e ognuno ha pensato di poter dare la spinta possibile per raggiungere almeno l’obiettivo del cessate il fuoco.

Questo fattore, insieme alla ripulsa morale per la vergognosa posizione di complicità del governo e dell’opposizione politica italiani con i massacri di Israele e lo sdegno per una informazione manipolata ed embedded che ha sistematicamente legittimato l’aggressione israeliana a Gaza, è stato la molla che ha spinto migliaia e migliaia di persone a mobilitarsi anche con i mezzi limitatissimi a disposizione per partecipare alla manifestazione di Roma.

La terza spinta alla partecipazione sono stati i contenuti. La manifestazione ha dichiarato preventivamente e pubblicamente che si schierava con il popolo palestinese e senza alcuna equidistanza, che avrebbe chiamato aggressione e non guerra quella in corso a Gaza, che avrebbe chiesto sanzioni e boicottaggio come strumenti per mettere fine all’impunità dei crimini di guerra israeliani senza concedere nulla all’ipocrisia e alle strumentalizzazioni.



Non possiamo nasconderlo, a Roma c’era una spinta politica e morale genuina che si è sobbarcata interamente gli oneri e gli onori della propria scelta, mentre ad Assisi c’era una stragrande maggioranza di funzionariato associativo e di amministratori locali, che hanno celebrato una ritualità stanca ed inefficace del pacifismo bipartizan che era già stato sconfitto politicamente il 9 giugno del 2007 proprio in occasione di una manifestazione contro la guerra in occasione della visita di Bush. Le rare voci più avanzate che si sono sentite ad Assisi o nella società (vedi Santoro ed altri) hanno trovato il coraggio di uscire allo scoperto perché c’era la manifestazione di Roma e la controtendenza politica e culturale che l’ha preceduta, avviata e realizzata.

E forse proprio il ricordo di quella sconfitta e dell’onda lunga che ha innescato quel 9 giugno, ha suggerito ai due partiti “ufficiali” della sinistra di stare nella manifestazione di Roma. Il PdCI – così come in passato, almeno sulla Palestina - lo ha fatto con maggiore convinzione, il PRC (e una parte della comunità palestinese in Italia) lo ha fatto ancora a metà, aderendo ad entrambe, ma se fosse stato un anno fa, solo una minoranza disobbediente del PRC sarebbe stata in piazza a Roma per la Palestina, mentre sabato la partecipazione è stata in qualche modo “ufficiale” e questa segna una diversità rispetto agli anni passati.



Questo passaggio ci serve per ragionare su un paio di questioni.

La prima è che il parametro di ragionamento che può fare la differenza nelle mobilitazioni, è sempre la realtà sul campo. Se la situazione a Gaza richiedeva di fare una manifestazione con il maggior impegno possibile, questa andava fatta anche rischiando una partecipazione inferiore. Lo abbiamo ripetuto spesso in questi anni: qualche volta siamo scesi in piazza in venti a fare dei sit in che avrebbero avvilito chiunque e altre volte siamo scesi in piazza in ventimila. Il problema era l’opportunità di intervenire – in pochi o in tanti – nel posto giusto, nel momento giusto e con le modalità giuste.

La seconda è che abbiamo visto in queste ore la delusione di alcuni compagni nel vedere lo scarso risalto o la strumentalità dei commenti di giornali e telegiornali sulla manifestazione. Per paradosso dobbiamo ammettere che non essendo stata bruciata nessuna bandiera la copertura mediatica è stata inferiore. Come vedete ogni aspetto ha la sua contraddizione. Ma vorremmo far capire a questi compagni delusi che l’obiettivo della manifestazione non era tanto quello di leggersi all’indomani sui giornali o sui telegiornali italiani subalterni al blocco bipartizan filoisraeliano, ma quello di farsi vedere nei telegiornali e corrispondenze che sono stati visti a Gaza, in Cisgiordania, nei campi profughi palestinesi in Libano, nei territori del ’48 e in tutto il Medio Oriente. Era lì che dovevano vedere come l’Italia non fosse quella di Berlusconi, Frattini, Fassino, Nirestein e Colombo ma era un popolo che scendeva in piazza con le bandiere palestinesi e al fianco dei palestinesi, mischiandosi in piazza con i migranti di mezzo mondo, con gli arabi che vivono e lavorano in mezzo a noi, che vedeva in piazza a condividere striscioni e strade musulmani ed atei, ebrei e cristiani, comunisti, e pacifisti, antimperialisti e antisionisti. Che l’ex ministro di polizia Pisanu si preoccupi della preghiera sotto al Colosseo ci dà la cifra di quanto l’establishment sulla sua complicità con Israele stia in crisi e di quanto certe preoccupazioni sull’islam in Italia siano molto più che strumentali. Su questo dato è bene che riflettano anche tante compagne e compagni che si sono disorientati davanti all’impatto di questa realtà nella composizione sociale dei nostri cortei.



La manifestazione di Roma è, in questo, il risultato e la comparazione con quella di maggio a Torino per il boicottaggio della Fiera del Libro e che ha visto veramente l’umanità migliore mischiarsi nei seminari e nelle iniziative per giorni. Vorremmo dire a tutti, che senza quella campagna e senza la campagna di un anno dedicata nel 2008 alla Nakba palestinese, non ci sarebbe stato il risultato della straordinaria manifestazione di Roma, Vogliamo dire anche che chi ci ha lavorato contro a maggio a Torino sulla Fiera del Libro, ha commesso un orribile errore politico o una rivelazione di malafede su cui oggi dovrebbe fare autocritica ed anche un po’ di sana “penitenza”.



Adesso che ci siamo lasciati alle spalle una nuova grande manifestazione, dobbiamo discutere come realizzare le cose che abbiamo messo in cantiere già dai giorni scorsi per il dopo manifestazione.

1) C’è da dettagliare la campagna di boicottaggio di Israele

2) C’è da avanzare sul piano dell’ospedalizzazione in Italia dei feriti palestinesi e dell’invio di medici e materiale sanitario negli ospedali palestinesi di Gaza

3) C’è da aprire un confronto politico leale (e forse anche aspro) sullo scenario politico palestinese e sul progetto di uno stato unico per palestinesi ed israeliani che metta in cantina il progetto due popoli due stati ipotecato dalla realtà sul campo.

Su questo occorre ripartire al più presto senza ritenersi “appagati” da una grande e riuscita manifestazione. Il 17 gennaio era e rimane solo un passaggio di una campagna iniziata da tempo e che non può che proseguire fino ad ottenere Vita, Terra, Libertà per il popolo palestinese.


* Forum Palestina

_________________________________________________
Alberto Clarizia
Dipartimento di Scienze Fisiche
Universita` "Federico II" di Napoli
Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo
Via Cintia
80126 - NAPOLI
tel.: 081.676469
fax : 081.676446
WEB-page: http://people.na.infn.it/~clarizia/
dedicata alla Palestina:
http://people.na.infn.it/~clarizia/palestina/

KELLAM

mercoledì 21 gennaio 2009


MACERIE E SOPRAVISSUTI NELLE MANI ISRAELIANE - di Elisabetta
la gestione degli aiuti


Dopo 22 giorni di bombardamenti israeliani i morti palestinesi della Striscia di Gaza sono saliti a 1.300, gli ultimi a morire sono i più gravi, tra gli oltre 5.400 feriti che nei prossimi giorni andranno ad aggiungersi all´elenco, così come i 4 morti di ieri, dall´inizio della tregua: due bambini che giocavano tra le macerie, fatti a pezzi da una bomba inesplosa e due uomini uccisi dall´Esercito ancora dentro alla Striscia che esaminavano rispettivamente le macerie della propria casa e i resti di un uliveto distrutto.
Appare sempre più chiara la strategia del governo israeliano che come un abile burattinaio continua la sua guerra ad Hamas usando la popolazione civile.

leggi tutto: http://www.associazionezaatar.org/index.php?option=com_content&task=view&id=486&Itemid=1

domenica 18 gennaio 2009


(altri muri)



http://www.operaicontro.it/index.php?id=

BOICOTTA ISRAELE


Lista prodotti israeliani:
Ovviamente ricordiamo il codice a barre che inizia con 729

AHAVA: prodotti estetici e dermatologici distribuiti in Italia da P.M.
CHEMICALS S.R.L./Milano
AMCOR: purificatori e condizionatori d'aria, insetticidi
ALBATROSS: fax e sistemi di posta elettronica
CANTINE BARKAN Ltd: vini con etichetta Reserved, Barkan e Village
CANTINE DELLE ALTURE DEL GOLAN: vini con etichetta Yarden, Gamla e Golan
distribuiti in Italia da GAJA DISTRIBUZIONE, Barbaresco (Cuneo)
CARMEL: prodotti d'esportazione come avocados, fiori recisi e succhi di
frutta
CALVIN KLEIN: alcuni capi di vestiario sono realizzati in Israele
DATTERI DELLA VALLE DEL GIORDANO varietà Medjoul e Deglet Nour
EPILADY/MEPRO: epilatori
HALVA: barrette di sesamo
INTEL: microprocessori e periferiche
JAFFA: agrumi
MOTOROLA: prodotti di irrigazione e fertilizzanti
MUL-T-LOCK Ltd: porte blindate, serrature di sicurezza, cilindri e
attrezzature
NECA: saponi
PRETZELS: snack salati della Beigel
SALI DEL MAR MORTO: prodotti cosmetici
Società Gitto Carmelo e Figli Srl di Messina: ha costruito una strada che
passa nei territori occupati ed è a solo uso dei coloni
SODA-CLUB Ltd.: sistemi per carbonare e sciroppi per la preparazione di
soda e soft drinks
SOLTARN Ltd: pentole e tegami in acciaio antimacchia
VEGGIE PATCH LINE: hamburger di soia e prodotti alternativi

Generi : marche
Abbigliamento: Ask Retailer; Gottex, Gideon Oberson, Sara Prints, Calvin
Klein
Aromi e spezie: MATA, Deco-Swiss, Israel Dehydration Co. Ltd.
Bevande: Askalon, Latroun, National Brewery Ltd., Carmel, Eliaz Benjamina
Ltd., Montfort, Yarden Vineyards, International Distilleries of Israel
Ltd. (Sabra), Gamla, Hebroni
Budini: OSEM, MATA, Israel Edible Products Ltd. -Telma
Cipolle: Beit Hashita, Carmit, Sunfrost
Formaggi: Kfir Bnei-Brak Dairy Ltd., Tnuva, Central Co-op, MATA, Haolam
Frutta: Assis Ltd., Carmel Medijuice, NOON, PRI-TAIM, Agrexco USA Ltd.,
Yakhin, PRI-ZE, FIT (Federation of Israel Canners), Jaffy's Citrus
Products
Prodotti a base di pomodoro: FIT, Medijuice, Pardess, Yakhin, VITA
Prodotti dolciari (caramelle e noccioline): Carmit, Elite, Geva, Rimon,
Karina, Lieber, Oppenheimer, OSEM, Taste of Israel, Israel Edible
Products - Telma
Olive: Beit Hashita, H&S Private Label, Shan Olives Ltd. (Hazayith)
Marmellate, conserve, sciroppi, miele e frutta candita: Assis Ltd., I&B
Farm Products, Meshek Industries (Beit Yitshak 778) Ltd., VITA
Pesce: Noon, Yonah, Carmel, Ask retailer/frozen fillets
Prodotti a base di tacchino: Hod Lavan, Soglowek, Yarden, Ask
retailer/butcher/Deli
Prodotti dietetici: Elite, Froumine, OSEM, Israel Edible Products - Telma,
Kedem, Afifit Ltd., Magdaniat Hadar Ltd., Tivon
Prodotti di forneria: Affifit Ltd., Barth, Elite, Einat, Froumine, Hadar,
Israel Edible Products - Telma, Magdaniat Hadar Ltd., OSEM, Taste of Israel
Prodotti vegetali:
Yakhin, PRI-TAIM, PRI-ZE Growers/MOPAZ, Sanlakol, Carmelit Portnoy, Tapud,
Sun Frost
Salse per pizza: Jaffa-Mor, VITA, H&S Private Label, MATA
Zuppe, salse e dadi: Israel Edible Products Ltd. - Telma, OSEM, MATA,
Gourmet Cuisine

Software e componenti per computer: Four M, Cimatron, Eliashim Micro
Computers, Sintel, Ramir (Adacom), Rad, Orbotech, Shatek, Scitex, 4th
Dimension Software Ltd., magic Software, 32-bit
International Solidarity Movement-Italia - Forumpalestina
Seminario internazionale
La guerra israelo-occidentale contro Gaza

Roma 24 gennaio 2009
Indice
1. Perché questo seminario (il terzo)
2. Il programma del seminario
3. Relatori e relatrici
4. Come arrivare alla sede del seminario
5. Organizzazione
6. Ufficio Stampa e informazioni

Iscrizione al seminario
Per partecipare al seminario è necessario iscriversi inviando una email a: lazio@ism-italia.it con nome, cognome, eventuale organizzazione o associazione di appartenenza.


“Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo.”


a cura di ISM-Italia
Torino, 12 gennaio 2009


Ufficio stampa e informazioni

Ufficio stampa e informazioni Christian Tinazzi cristiantinazzi@hotmail.com +39 320 00 891 869

Informazioni Alfredo Tradardi alfredo.tradardi@frammenti.it +39 347 27 166

venerdì 16 gennaio 2009

http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=6981

Gaza: Sotto le bombe israeliane, la societa palestinese si ricompatta

di Claudio Accheri e Micaela Sperduti*

Bombe che esplodono e sirene delle ambulanze in sottofondo, la tensione è palpabile nell’Al-Shurouq Tower, il palazzo destinato ai più importanti media internazionali, situato nel centro di Gaza, che è stato colpito questa mattina dai tank israeliani.

“E’ una situazione surreale, in cui i giornalisti indossano elmetti e giubbotti anti-proiettile, come se dovessero andare al fronte, quando invece si trovano di fronte ai propri pc”, racconta Vittorio Arrigoni, l’italiano membro del Free Gaza Movement (Fgm), contattato al telefono da Osservatorio Iraq.

Nell’attacco israeliano all’Al-Shurouq Tower sono stati feriti in modo grave due cameraman palestinesi e almeno un giornalista della tv di Abu Dhabi. Puoi descriverci qual è la situazione in questo momento?
La torre è stata colpita questa mattina alle 11 dai tank israeliani, nonostante fosse stata precedentemente garantita la sicurezza dell’edificio da parte delle autorità militari di Israele. La deflagrazione ha colpito gli uffici della Reuters al 12esimo piano, in cui si trovavano alcuni giornalisti, due dei quali hanno riportato gravi ferite.

Da ieri notte i carri armati sono entrati nel centro della città, attualmente stanno presidiando zone sensibili, come ospedali e strutture civili, impedendo l’accesso a chiunque, compresi i soccorsi medici. Dalla testimonianza di un membro dell’International Solidarity Movement (Ism), che attualmente si trova presso l’ospedale di Alkud (a nord est di Gaza City, ndr.), i carri armati ed i cecchini hanno bersagliato più volte l’edificio, rendendo impossibile l’entrata e l’uscita al personale.

Negli ultimi giorni Israele è stato accusato di aver fatto uso di bombe al fosforo bianco, proibite dalle convenzioni internazionali. Che informazioni hai in merito?
Come sapete, questa mattina è stata colpita la sede dell’Unrwa (l’agenzia Onu per i profughi palestinesi, ndr) a Gaza. E’ stato lo stesso John Ging, direttore dell’agenzia, a dichiarare ufficialmente che l’edificio è stato sottoposto a ripetuti colpi d’artiglieria e all’utilizzo di armi non convenzionali al fosforo bianco.

Arriviamo all’aspetto politico del conflitto. L'impressione che si è avuta negli ultimi due anni è che Hamas a Gaza abbia, di fatto, spazzato via le altre forze politiche. Cosa sta accadendo ora? Ci sono altre forze che si stanno muovendo?
Parlando con i palestinesi, e secondo alcune informazioni frammentarie, attualmente nella città si starebbero muovendo diverse forze. E’ opinione comune che vi sia la presenza di una nuova “forza unitaria” nel paese, non sono più le sole brigate Qassam a muoversi, ma tutte le forze in campo, come il Fronte popolare e il braccio armato di Fatah, stanno operando nei territori. Uno dei risultati dell’operazione “Piombo fuso”, forse, è stato quello di riuscire a far avvicinare islamisti e marxisti.

Nelle ultime ore si parla di una possibile tregua. Che ne sarebbe dell’unione tra le diverse forze palestinesi una volta instaurato un cessate il fuoco?
Attualmente è impossibile dare una risposta a questa domanda, le condizioni di questo Paese e del suo popolo non possono fornire prospettive a lungo termine, i bombardamenti hanno distrutto gran parte delle infrastrutture, causando ingenti danni. Anche se le diverse forze politiche palestinesi dovessero costituire un fronte unitario, rimane il fatto che in queste condizioni le scuole e gli ospedali non possono continuare ad operare. Una loro possibile ricostruzione sarebbe realizzabile soltanto nel lungo periodo, almeno due anni. Anche se si raggiungesse una tregua è fondamentale la riapertura dei valichi, senza un simile provvedimento il cessate il fuoco non sarebbe altro che un prolungamento dell’agonia di Gaza, vista soprattutto la distruzione dei tunnel, l’unico mezzo con cui si riuscivano a reperire cibo e medicinali per la popolazione civile.

A tal proposito, questa mattina la Marina israeliana ha respinto la Spirit of Humanity, l’imbarcazione allestita dal Fgm per portare aiuti nella Striscia.
In base alle informazioni che possiedo l’imbarcazione è stata fermata prima di arrivare in porto. La Marina israeliana ha imposto, via radio, l’ordine di invertire la rotta immediatamente, pena l’affondamento dell’imbarcazione. Nelle esperienze precedenti, non vi erano mai state comunicazioni così esplicite e perentorie, neanche in occasione dello speronamento della Dignità. I passeggeri, principalmente medici, infermieri ed esponenti politici, hanno giustamente scelto di invertire la rotta visti i rischi per la propria incolumità fisica, ma anche per l’imbarcazione e il carico di medicinali.

Come agirà l’Ism nei prossimi giorni, come vi muoverete?
Alcuni membri dell’Ism sono dislocati a Jabalia (4 chilometri a nord di Gaza City, ndr.), dove numerose famiglie sono isolate, senza cibo e senza la possibilità di usufruire di assistenza medica. Vi sono alcune testimonianze relative alla presenza di cadaveri in putrefazione sulle strade. Le ambulanze, vista la presenza di tank e cecchini, pronti a sparare a qualsiasi cosa si muova, non riescono a portare assistenza medica. Anche la croce rossa e l’Onu non stanno intervenendo, visti i numerosi rischi.

L’Ism, nelle prossime ore, cercherà di muoversi all’interno di queste zone provando a fornire perlomeno l’assistenza sanitaria di base. Stasera alcuni membri si recheranno allo Al-Shifa Hospital (l’ospedale principale di Gaza City, ndr.), già colpito più volte dai cannoneggiamenti degli ultimi giorni, che rischia di essere ulteriormente attaccato nelle prossime ore.

* per Osservatorio Iraq

(15 gennaio 2009)

giovedì 15 gennaio 2009

come posso dire di quello che
sappiamo senza che la mente si adiri
e mi fermi la mano dal verso
per scandirla nell'urlo
come posso scorrere in linee
di poesia
ciò che merita solo l'adirarsi
della bestemmia
lo strascico dell'anatema
la persistenza nell'oltre
e come posso dire in altro modo
che non sia volgare
ciò che è più che volgare
come posso trascinare tutto
oltre l'oblio
oltre il mio io che riverso
nei versi
oltre me stesso
come posso trasgredire l'odio
senza altro odio
come posso essere equo
e distante dal fuoco
senza farmi scottare
dall'ingiusto e mettermi ad
urlare l'ustione
come posso non dire carnefice
al carnefice
come posso essermi pace
esssere carezza per l'oppresso
senza mettere i piedi e le mani
nella bacinella in cui
versa il suo sangue
e senza esserne parte
come posso solo pensare che
la poesia se ne stia
al di fuori a cuocere e cucire
merletti politicamente corretti
se invece il mio cuore
è già parte
in tutto ed in parte
e già parte verso
la parte che subisce e che
chiama libertà
e la urla
e la schiaffeggia
la volgarizza
la spoetizza
la rende scorretta
e scomoda da starci lì accanto
ma come posso non essere dalla parte
più difficile del tavolo
quella che non divide la torta
quella che non conosce la torta
quella che la buttano
col muso nel fango
e se si ribella
ed io scrivo poesie già scritte
in attesa di poterne scrivere una
mai scritta
una mai sentita
una mai musicata
e come potrò mai guardare
negli occhi la vittima
senza starmene al caldo
nella stanza tranquilla
dell’equidistanza?

sabato 17 gennaio 2009





"Muri e PRC"
vi confermo l'appuntamento per sabato 17 gennaio precisando che l'incontro non avrà inizio prima delle 10.30, per dare a tutti, soprattutto a chi viene da fuori Roma, la possibilità di raggiungere la Sala Libertini
(presso la Direzione Nazionale di Rifondazione in Via del Policlinico, 131.)
e che si concluderà verso le 15, visto che la manifestazione per la Palestina partirà alle 15.30 e non più alle 14.
le parole del poeta israeliano Aaron Shabtai che con grande
coraggio denuncia la deriva reazionaria dei suoi connazionali :


Se mi chiedete

Se mi chiedete

Di dare la caccia a un ragazzo

A 150 metri di distanza

Con un fucile a cannocchiale,

Se mi chiedete di sedermi in un tank e

Dalle altezze della moralita' ebraica,

Fare penetrare un obice

Nella finestra di una casa,

Mi togliero' gli occhiali

E borbottero' cortesemente:

'No, signori!

Rifiuto di spogliarmi

Per sguazzare con voi

In un bagno di sangue'.

Se mi chiedete

Di tendere le orecchie

Perche' voi ci caghiate dentro,

Scusandomi, diro':

'no, grazie!

Le vostre parole puzzano,

Preferisco sedermi

Sull'asse del mio cesso!'

Meglio dunque che la smettiate,

Perche' se vi ostinate,

Se continuate a insistere

Che io mi unisca alla vostra muta,

Per grugnire insieme,

Perche' insieme ci rotoliamo

E ci facciamo tutti crescere addosso

Setole di porco,

E insieme affondiamo

Le nostre narici di lupi

Nella carne cruda,

Perdero' la pazienza

E rispondero' con fermezza:

'Signor Primo Ministro,

Onorevole Generale,

Sua Eccellenza Deputato..

Sua Santita' il Rabbino,

Baciatemi il culo!'




Marco Benevento RSU FIOM



EDITORIALE |
di Maurizio Matteuzzi UN BERSAGLIO FACILE


Vittorio Arrigoni è il pacifista italiano dell'International solidarity movement (Ism) che racconta in diretta da Gaza per il manifesto il tragico giorno per giorno della «spedizione punitiva» (parole di Massimo D'Alema) che Israele sta infliggendo al milione e mezzo di palestinesi intrappolati nella striscia. Basta leggere i giornali, a cominciare dal Corriere della Sera - il numero uno - o guardare il Tg1 - la portaerei dell'informazione «pubblica» -, per capire che Vittorio Arrigoni, e quelli come lui (sfortunatamente troppo pochi), è un testimone scomodo di fronte ai silenzi e alla (clamorosa) disinformazione della stampa italiana e, in genere, internazionale. Per questo la notizia che un sito web americano ha messo in rete il nome e la foto di Arrigoni proclamandolo «il bersaglio N.1» dell'esercito israeliano provoca rabbia ma non meraviglia. È possibile che il sito www.stoptheism.com non sia, come dicono, troppo attendibile, che il suo animatore - tale Lee Kaplan, sedicente «giornalista investigativo» - sia un ciarlatano. Ma con il clima di impunità goduto dalle nefandezze israeliane e di omertà garantito dalla politica e dalla stampa, bisogna stare molto attenti. Fu a Gaza nel marzo 2003, durante la seconda intifada, che una pacifista Usa dell'Ism, Rachel Carrie, fu (deliberatamente)schiacciata da un bulldozer militare israeliano mentre tentava di impedire la distruzione di una casa palestinese.
A quel che si sa Stop the Ism è un sito statunitense dell'estrema destra ebraica, furiosamente anti-palestinese e anti-comunista, che sembra sia legato a Radio Arutz7, l'emittente dei coloni ebrei, i più fanatici in genere provenienti dagli Usa, insediati nelle terre palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme est. Per Kaplan e soci per fermare l'International solidarity movement qualsiai mezzo è buono purché sia «definitivo». Per loro l'Ism è «un consorzio di gruppi di anarchici e comunisti americani alleati dell'Olp», ovvero «un'idra dalle molte teste» il cui obiettivo è di «aiutare l'Olp a distruggere Israele» e di «finanziare anarchici e comunisti americani a espandere le basi per la rivoluzione mondiale». E gente come Vittorio Arrigoni e altri volontari che vengono dagli Stati uniti, dall'Irlanda, dalla Spagna, dall'Australia, dalla Polonia, sono dei «terroristi alleati di Hamas».
Sembrerebbe da ridere ma non c'è niente da ridere. Vittorio Arrigoni è un bersaglio «facile». È uno di quei matti che vanno a mani nude in posti infami come Gaza per difendere i civili palestinesi. Gli israeliani lo conoscono bene e lo hanno già intercettato, arrestato ed espulso due volte prima che Arrigoni il 23 agosto tornasse a Gaza dal mare a bordo della barca Free Gaza che aveva rotto il blocco israeliano (la vera causa della fine della tregua, non certo i razzetti di Hamas come vi stanno raccontando).
Per cercare di evitare che anche Arrigoni divenga un «tragico errore» o un «danno collaterale» abbiamo chiesto alle autorità politiche e diplomatiche italiane di attivarsi urgentemente con quelle israeliane. Nell'inferno di Gaza Vittorio Arrigoni non è solo.
il manifesto, 13 gennaio 2008

Sabato 17 gennaio manifestazione
nazionale a Roma.
Ore 15.30 da Piazza Vittorio

Giovedì 15 gennaio
ore 18.00
in via castelforte, 4
incontro con Fabio Amato del PRC
e Yousef Salman-Delegato Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia



STOP AL MASSACRO LIBERTÀ PER GAZA

Crediamo che difendere la Pace significhi proteggere giustizia e verità.

La giustizia, negata ai palestinesi in quarant� anni di occupazione, implica che Israele rispetti il diritto internazionale, le risoluzioni delle Nazioni Unite ed i vincoli del diritto umanitario sanciti dalla IV Convenzione di Ginevra.
La verità necessita il rifiuto della pratica disonesta e immorale che mette le parti del conflitto allo stesso livello, occupante con occupato, aggressore con aggredito.
La verità implica la ferma denuncia delle condizioni disumane ed insostenibili vissute dalla popolazione di Gaza in questi 16 giorni di guerra, ma già stremate da due anni di assedio militare ed embargo economico.
La verità è che la sicurezza di Israele dipende dalla libertà della popolazione palestinese

L'esercito israeliano sta invece commettendo un massacro a Gaza, che ha provocato fino ad ora la morte di più di 900 persone ed il ferimento di più di tremila, oltre che la distruzione di migliaia di case, e pesantissimi danneggiamenti ad infrastrutture educative, sanitarie, religiose, trasformando la striscia di Gaza da prigione a cielo aperto ad un cumulo di macerie. Non è un tale massacro che può fermare il lancio di missili da parte di Hamas su Israele, ma solo il dialogo tra le parti sulla base di un serio negoziato politico.

Di fronte a questa realtà la società civile intende reagire con forza per denunciare e sanzionare crimini di guerra come i bombardamenti indiscriminati, l'uccisione deliberata di civili, l'uso di armi chimiche e non convenzionali. Non possiamo rimanere in silenzio davanti alla complicità dei nostri governi e dell�Unione Europea che, invece di vincolare Israele al rispetto del diritto e di chiamarlo a rispondere dei propri crimini davanti ai tribunali internazionali, rafforzano le proprie relazioni sottoscrivendo nuovi accordi commerciali ed economici.

Crediamo fermamente che queste scelte ostacolino una pace giusta nella regione, nel rispetto dei principi democratici e dei diritti umani.


Per queste ragioni ci rivolgiamo ai governi nazionali e all�Unione Europea affinchè:


- Esigano l'immediata interruzione delle operazioni militari a Gaza.

- Vincolino Israele al rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni dell�ONU, pena la sospensione di tutti gli accordi militari, commerciali e di cooperazione.

- Si impegnino a lavorare per la costruzione di una pace vera e giusta in Medioriente, legittimando e promuovendo il negoziato con tutte le parti coinvolte.

- Esigano dai mezzi pubblici di informazione una copertura non reticente e menzognera dei fatti relativi al conflitto.

Come società civile, sosteniamo l'opzione della resistenza popolare nonviolenta all'occupazione. E' necessario moltiplicare iniziative come quelle del Free Gaza Movement con le sue navi che salpano verso Gaza, e associano il soccorso umanitario alla sfida nonviolenta dell'assedio da parte di osservatori dei diritti umani, politici e giornalisti.


Ci uniamo alla manifestazione nazionale convocata dalle comunità palestinesi italiane a Roma, il 17 gennaio 2008, con concentramento in Piazza Vittorio Emanuele alle 15.30.

Ci troveremo nel corteo, con le bandiere della pace, dietro allo striscione
STOP ALL'ASSEDIO DI GAZA!


Per Adesioni: nordsud@sci-italia.it


Primi Firmatari:

Servizio Civile Internazionale

Centro Internazionale Crocevia

Un ponte per...

Associazione "Gazzella-onlus"

WILPF-Italia (Women International Legue for Peace and Freedom)

Comitato Varesino per la Palestina

Gruppo di sostegno alla campagna �End the siege on Gaza�

Associazione KARAWAN - Roma

U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome

CRIC - Centro Regionale d'Intervento per la Cooperazione

Donne in Nero

Associazione Giovani Palestinesi Wael Zwaiter

Associazione Aktivamente

Vento di Terra ONLUS

Sabato 17 gennaio manifestazione
nazionale a Roma.
Ore 15.30 da Piazza Vittorio

Giovedì 15 gennaio
ore 18.00
in via castelforte, 4
incontro con Fabio Amato del PRC
e Yousef Salman-Delegato Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia


A proposito di muri, per chi fosse interessato all'evoluzione
interna della situazione del PRC,


confermo l'appuntamento per sabato 17 gennaio precisando che l'incontro non avrà inizio prima delle 10.30, per dare a tutti, soprattutto a chi viene da fuori Roma, la possibilità di raggiungere la Sala Libertini
(presso la Direzione Nazionale di Rifondazione in Via del Policlinico, 131.)
e che si concluderà verso le 15, visto che la manifestazione per la Palestina partirà alle 15.30 e non più alle 14.
"Comunicato dell'Associazione per la Pace sulle manifestazioni per la pace a Gaza"


Ci amareggia sapere che non sia stato possibile evitare la sovrapposizione delle due manifestazioni programmate per il 17 gennaio. Ci amareggia, come pacifisti italiani che da anni lavorano fianco a fianco per la pacificazione tra popoli in conflitto, che difendono e sostengono in giro per il mondo le pratiche della nonviolenza, pensare che non siamo stati capaci di mediare tra le nostre diversità neanche di fronte al massacro di innocenti.

Mentre Gaza brucia, soffocata nel sangue e nel dolore, mentre i bombardieri israeliani non si fermano neanche durante le misere tre ore di tregua, mentre falliscono mestamente i deboli tentativi diplomatici, mentre il mondo potente gira la testa e si concentra nel salvataggio delle sue banche: ci chiediamo che senso ha ostinarsi nelle nostre differenze di opinioni dinanzi alla sciagura umana di Gaza?
Mentre il mondo democratico storce la bocca anche di fronte ai rapporti dei suoi emissari che denunciano i crimini di guerra commessi, mentre la legalità internazionale che ha portato al patibolo popoli interi non ha nessuna efficacia dinanzi al torto dei potenti: ci chiediamo che senso ha rimanere ancorati ad una politica moralmente corrotta?

Mentre il sistema d’informazione occidentale nasconde i crimini di guerra commessi dagli israeliani, mentre si sgretola l’umanità a colpi di ipocrisia e di interessi di parte: ci chiediamo quale logica ci spinge a difendere il nostro orticello di casa? Che senso ha parlare di appartenenza all’una o all’altra formazione?

Mentre gli uomini politici si scandalizzano davanti alla bandiere bruciate e a un migliaio di persone in preghiera, non provando nessuno sdegno per centinaia di civili massacrati nella loro prigione a cielo aperto: ci chiediamo perché fidarsi di un sistema che vede solo la ragione del più forte?

Noi scendiamo in piazza sabato 17 a Roma, a Assisi e in qualunque altra parte nel mondo, per protestare contro l’ atroce ingiustizia che il popolo palestinese subisce. Noi non crediamo nelle divisioni tra pacifisti buoni e cattivi che in tanti stanno proponendo in queste ore, scendiamo in piazza non per difendere un credo politico ma, per difendere il rispetto alla vita, alla libertà e alla giustizia. Scendiamo in piazza contro l’indifferenza dei potenti del mondo, contro l’ipocrisia di coloro che sanno ma tacciono. Scendiamo in piazza, perché non possiamo fare altro.



Associazione per la Pace

mercoledì 14 gennaio 2009

Sabato 17 gennaio manifestazione
nazionale a Roma.
Ore 15.30 da Piazza Vittorio


Giovedì 15 gennaio
ore 18.00
in via castelforte, 4
incontro con Fabio Amato del PRC
e Yousef Salman-Delegato Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia




Per i milanesi

Sabato 17 gennaio
Manifestazione nazionale a Roma
Riempiamo Roma di gente, di kefje e bandiere palestinesi
Pullmann da Milano - 35 Euro -
Appuntamento ore 6.00, Staz. FS Garibaldi

Per informazioni e prenotazioni rispondi a questa mail
o telefona al 333.4665107 - 347.7851682

Basta con l'impunità del terrorismo di stato israeliano
Rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo stato
italiano e Israele
Le bombe uccidono le persone, l'informazione manipolata uccide le
coscienze



La Bolivia rompe le relazioni con Israele
La Bolivia ha rotto le relazioni diplomatiche con Israele. Lo ha annunciato mercoledì 14 gennaio 2009 il presidente boliviano Evo Morales, in segno di protesta per l’offensiva nella Striscia di Gaza che ha provocato almeno mille morti.

Fonte: Le Soir (Belgio)

Lettera del prof. André NOUSCHI all´ambasciatore di Israele

Pubblicata il 12.01.2009

Il professor André Nouschi, 86 anni, ebreo nato a Constantine, storico di fama mondiale, Professore onorario all´Università di Nizza, ha inviato questa lettera all´ambasciatore di Israele a Parigi. La cosa scotta!


Signor Ambasciatore,

Per lei oggi è shabbat, dovrebbe essere un giorno di pace ma è un giorno di guerra. Per me, da molti anni, la colonizzazione e il furto israeliano delle terre palestinesi mi esaspera. Le scrivo dunque a diversi titoli: come Francese, come Ebreo per nascita e come artigiano degli accordi tra l´Università di Nizza e quella di Haifa.

Non si può più tacere davanti alla politica di assassinii e di espansione imperialista di Israele. Vi comportate esattamente come Hitler si è comportato in Europa con l´Austria, la Cecoslovacchia. Disprezzate le risoluzioni dell´ONU come quelle della Società delle Nazioni ed assassinate impunemente donne, bambini; non invocate gli attentati, l´Intifada. Tutto questo è conseguenza della colonizzazione ILLEGITTIMA e ILLEGALE. CHE É UN FURTO.

Vi comportate come ladroni di terre e voltate la schiena alla morale ebrea. Vergogna a voi! Vergogna a Israele! Scavate la vostra tomba senza rendervene conto.

Perché siete condannati a vivere con i Palestinesi e con gli stati arabi. Se vi manca questa intelligenza politica, allora non siete degni di far politica e i vostri dirigenti dovrebbero andare in pensione. Un paese che assassina Rabin, che glorifica il suo assassino, è un paese senza morale e senza onore. Che il cielo e il vostro Dio condanni a morte Sharon, l´assassino.

Avete subito una disfatta in Libano nel 2006.

Ne subirete altre, spero, e manderete a morire giovani Israeliani perché non avete il coraggio di fare la pace.

Come gli Ebrei che hanno sofferto tanto possono imitare i loro boia hitleriani ? Per me, dal 1975, la colonizzazione mi trae a mente vecchi ricordi, quelli dell´hitlerismo.

Non vedo nessuna differenza tra i vostri dirigenti e quelli della Germania nazista.

Personalmente, vi combatterò con tutte le mie forze come l´ho fatto tra 1938 e 1945, fino a quando la giustizia degli uomini distrugga l´hitlerismo che sta nel cuore del vostro paese. Vergogna, Israele. Spero che il vostro Dio scaglierà contro i suoi dirigenti la vendetta che si meritano. Come Ebreo, come ex-combattente della Seconda Guerra mondiale, sento vergogna per voi. Che Dio vi maledica fino alla fine dei secoli! Spero che sarete puniti."

André Nouschi, professore onorario all´Università.


Fonte: il quotidiano algerino " Le Matin DZ " http://www.lematindz.net/news/2332-le-professeur-andre-nouschi-ecrit-a-lambassadeur-disrael-a-paris.html

di Anonimo - da sinpermiso.info

1 - Nel Vicino Oriente,sono sempre gli arabi ad attaccare per primi, ed è sempre Israele a doversi difendere. Questa difesa si chiama "rappresaglia".

2 - Né gli arabi, né i palestinesi, né i libanesi hanno il diritto di uccidere i civili. Questo si chiama "terrorismo".

3 - Israele ha diritto di uccidere i civili. Questa si chiama "legittima difesa".

4 - Quando Israele uccide dei civili in massa, le potenze occidentali le chiedono che lo faccia con più contegno. Questa si chiama "reazione della comunità internazionale".

5 - Né i palestinesi né i libanesi hanno il diritto di catturare dei soldati israeliani all´interno di installazioni militari con sentinelle e postazioni di combattimento. Questo lo si deve chiamare "rapimento di persone indifese".



6 - Israele ha il diritto di rapire sempre e ovunque tutti i palestinesi o libanesi che gli pare. Le cifre attuali si aggirano sui 10mila prigionieri, di cui 300 bambini e mille donne. Non serve alcuna prova della loro colpevolezza. Israele ha il diritto di tenere in carcere questi prigionieri sequestrati a tempo indeterminato, anche se sono autorità democraticamente elette dai palestinesi. Questa si chiama "incarcerazione di terroristi".

7 - Quando viene menzionata la parola "Hezbollah", è obbligatorio aggiungere, nella stessa frase, "sostenuti e finanziati dalla Siria e dall´Iran".

8 - Quando viene menzionata "Israele" è tassativamente proibito aggiungere "sostenuta e finanziata dagli USA". Questo potrebbe dare l´impressione che il conflitto sia disuguale e che l´esistenza di Israele non sia a rischio.

9 - Nelle notizie su Israele si deve sempre evitare che compaiano le seguenti frasi: "Territori occupati", "Risoluzioni dell´Onu", "Violazioni dei Diritti Umani" o "Convenzione di Ginevra".

10 - I palestinesi, similmente ai libanesi, sono sempre "vigliacchi" che si nascondono in mezzo alla popolazione civile, che "non li vuole". Se dormono a casa con i propri familiari, questa cosa ha un nome: "vigliaccheria". Israele ha il diritto di distruggere con bombe e missili i quartieri dove dormono. Questa si chiama "azione chirurgica, di alta precisione".

11 - Gli israeliani parlano inglese, francese, spagnolo o portoghese [o italiano] meglio degli arabi. Pertanto meritano di essere intervistati più spesso, e di avere migliori opportunità di tradurre al gran pubblico le anzidette regole di redazione, dalla uno alla dieci. Questa si chiama "neutralità giornalistica".


12 - Tutti coloro che non siano d´accordo con le suddette Regole sono, e lo si deve certificare, "terroristi antisemiti di elevata pericolosità".

Fonte: sinpermiso.info.

Traduzione di Pino Cabras - Megachip